Partiamo dal presupposto che in assenza di comunicati ufficiali, soprattutto in questa sessione di calcio mercato, nessun affare può definirsi concluso. Le parole di Fabio Quagliarella, pronunciate ai tifosi napoletani subito dopo la qualificazione della squadra alla fase a gironi dell’Europa League, sembrano essere tuttavia inequivocabile: “A volte la ragione va oltre il cuore”.

Ora, è lecito chiedersi se un affare simile a davvero senso per le parti chiamate in causa. Partiamo dalla Juventus: Del Neri ama il gioco sulle fasce e con esso i movimenti che portano ai cross da parte degli esterni. Partendo da una simile considerazione, ha senso piazzare al centro dell’area un giocatore come Quagliarella, che a Napoli ha fatto tanta fatica nell’interpretare il ruolo di prima punta? Se uno come Di Natale poteva quantomeno garantire imprevedibilità, con lo scugnizzo di Castellammare di Stabia il discorso ha meno senso.

Passando al Napoli, la cifra totale dell’affare, pari a 16 milioni, non è indifferente, ma rappresenta comunque una minusvalenza di circa cinque milioni rispetto ad un anno fa, considerando anche il cartellino di Domizi girato all’Udinese.

Infine, il calciatore ha sempre detto che giocare a Napoli per lui era un sogno: certo, la chiamata della Juventus ti fa riflettere, ma è opportuno lasciare ancora una volta la propria città, con la prospettiva di un minutaggio non ai livelli partenopei?