Il poker online in Italia rischia grosso con la nuova tassazione che potrebbe davvero chiudere i rubinetti alle compagnie che operano nel settore, danneggiando ulteriormente il mercato del gioco online.

Il prelievo sulla rake lorda passerà infatti dal 20% al 30%,  elemento che potrebbe andare ad incidere direttamente sui costi degli utenti, rendendo meno appetibile il gioco online, nel particolare le partite cash già in forte declino.

La tassa coinvolgerà tutti i giochi d’azzardo online, in particolare il poker.

La scelta del governo di aumentare la tassazione fa parte di un generale programma con l’obiettivo di ottenere più denaro possibile per supportare la riforma.

La notizia è stata però accolta come un forte controsenso dal momento che all’inizio della legislazione, il poker online era stato attaccato con il divieto di pubblicità, definito come una piaga sociale è diventato adesso una fonte di rendita che stona un po’ con gli obiettivi iniziali.

Nella pratica comunque il rischio è quello di vedere le nostre vincite ridotte, o la tassa di ingresso maggiore, proprio per pagare la tassa in questione.

“l’imposta unica si applica con l’aliquota del 20%. Considerato che l’introito erariale registrato nel 2017 è pari a 160 milioni e che nel 2018 il trend è in aumento (proiezione annua 175) e tenuto conto che nel 2019 almeno altri 35 concessionari si aggiungeranno alla rete legale, si stima che l’aumento degli introiti del 25% sarà pari a 50 milioni su base annua”.