Il gioco dei dadi è uno dei più antichi che si conosca. Già nel 600 a.C.si praticava nell’antico Egitto e
anche nell’antico testo Mahabharata si racconta di un gioco molto simile a quello dei dadi.
In Asia, nel mondo arabo e nelle popolazione degli indiani d’America si giocava a dadi già in tempi
passati.
Insomma, sia nel passato che oggi giorno, il gioco dei dadi sembra essere molto diffuso in tutto il mondo;
ma andiamo a vederne le caratteristiche e la storia.

COS’È IL GIOCO DEI DADI

La parola dado viene dal latino dadum che indica il movimento del lancio dei dadi. Questi sono
piccoli solidi a forma cubica, utilizzati per svariati giochi . I dadi tradizionali sono cubi con i lati numerati
da 1 a 6. La forma di gioco più comune è quella di lanciare i dadi che rotolano e quando si bloccano,
danno un risultato, il quale è casuale. I dadi possono essere lanciati singolarmente o in gruppo, dalla mano
o da una scatola appositamente usata per questo scopo. Sono fatti rotolare su una superficie piana e una
volta fermati i dadi danno il risultato dal lato che rimane verso l’alto. Un tipico gioco di dadi è il craps
che viene dall’America: si lanciano due dadi alla volta e si scommette sul valore totale del risultato dei
dadi.

LA STORIA DEL GIOCO DEI DADI – parte I

Il gioco dei dadi viene citato già negli antichi Rig-Veda indiani e nell’Atharvaveda viene nominato
addirittura come uno dei giochi del Buddha. In antiche tombe asiatiche sono stati ritrovati dei reperti che
indicano l’uso dei dadi e la loro origine asiatica. Vengono spesso nominati insieme agli astragali che era
un gioco di abilità fatto normalmente da donne e bambini. Nell’astragalo alle 4 facce dell’osso venivano
dati valori diversi e usati come i dadi moderni.