Questa legge tende a spiegare la reale importanza della propria permanenza ad un tavolo al fine di applicare un determinato metodo, una determinata strategia o uno schema di gioco. Marigny fu il primo ad elaborare una teoria in proposito, spiegando che alcuni giocatori ritengono importante ciò che accade ad un tavolo da gioco durante la propria assenza, ed in genere cercano di scoprire cosa sarebbe successo se invece fossero stati presenti, spulciando i taccuini dei risultati.

Solitamente infatti si è portati a pensare che se vogliamo applicare uno schema di gioco ben preciso al fine di realizzare una vincita, dobbiamo necessariamente restare al tavolo per tutto il tempo, senza perdere “importanti” giocate fra una nostra puntata e la successiva; Marigny spiega proprio questo, sebbene sia spesso difficile da accettare, cioè che lo schema che intendiamo applicare, quale che sia, non ci costringe ad alcun tipo di sacrificata permanenza. Il risultato non cambia affatto se ci assentiamo e torniamo a puntare dopo due, cinque o dici minuti; non fa alcuna differenza nemmeno cambiare tavolo più e più volte.