Per svariati anni il poker definito ”all’italiana” è stata la variante più giocata in Italia, ma l’avvento del Texas Hold’em e dell’Omaha ha cambiato le cose. Quali differenze ci sono? Innanzitutto, all’attuale, il poker all’italiana lo si gioca in maniera casalinga con amici e quindi non si presuppone un alto livello di competitività come invece accade per il Texas Hold’em, nell’ambito dei tornei ufficiali.

L’Hold’em, sin dalla sua nascita, ha attirato molti giocatori desiderosi di novità di questa variante, specie per la formula cash e torneo, che impone una diversa gestione delle finanze a disposizione. Nel cash si gioca mano per mano ed è possibile anche rimanere sempre in gioco, mentre in torneo, finite le chips non è possibile riacquistarle. Il giocatore deve imparare a gestire lo stack in base alla struttura; in questo caso, i bui crescono, diversamente dal tradizionale poker italiano in cui viene decisa una posta iniziale e la puntata rimane indifferente.

Come in qualsiasi variante, il poker italiano ha dei difetti; fino allo showdown, ad esempio, non è possibile sapere quale mano hanno gli avversari. La differenza più grande consiste nel fatto che non esiste nessun modo per scoprire le carte dei giocatori o anche solo intuirle, diversamente dall’Hold’em in cui il board e le carte scoperte sono un grande aiuto per i giocatori. Altra novità riguarda il bluff, ovvero il tentativo di imbrogliare gli avversari. Le carte coperte nel poker italiano e le puntate con rilanci illimitati non lo favoriscono, mentre nel Texas, riuscendo ad intuire la mano degli altri è possibile saper agire. I tornei, infine, sono tutti uguali, stesse chips di partenza e stessa iscrizione, mentre il poker italiano prevede partite private che favoriscono chi dispone di più denaro. Il Texas Hold’em Poker è la variante ufficiale in Italia e la più utilizzata nei casinò e nei tornei ufficiali.